Storia della psichiatria: il museo
Il museo di Storia della psichiatria al San Lazzaro nacque oltre 50 anni fa. Un piccolo elenco dei passaggi che ne videro la nascita, eccolo:
- Fu fatta una prima raccolta di strumenti e oggetti, che con tanta fatica Rita Zambonini custodiva nei sotterranei del padiglione Bertolani. “Quando te li feci vedere tu con entusiasmo mettesti in moto la serie di eventi che poi portarono alla costituzione del Museo”, scrive Rita Zambonini.
- Andammo a Roma al Ministero a presentare l’idea.
- Fu bandito un concorso di idee.
- Facemmo la mostra “Il cerchio del contagio” trasmessa su RAI 1.
- Iniziammo a fare una prima catalogazione.
- Partecipammo ad una mostra ad Alessandria, poi a Pesaro e a Lugano.
- Fu fatto un Convegno importante, “L’emancipazione psichiatrica nella storia e nella società” (da cui il volume di pari titolazione),
- Fu individuato un luogo per il museo, il padiglione Lombroso.
- Fu fatto un concorso nazionale per l’istituzione museale (con una commissione straordinaria tra cui il prof. Emiliani e la dr.ssa Franca Basaglia-Ongaro, di cui ero il presidente)
- I vincitori furono premiati.
- Uscirono i volumi “Per il museo di Storia della psichiatria”.
- Ottenni l’approvazione di istituzione del museo e il finanziamento dalla Regione per ristrutturare il padiglione Lombroso e dedicarlo al museo.
- Presentai il progetto del museo di Storia della psichiatria al Reseau internazionale di psichiatria a Arezzo e Cortona (feci la relazione con Franco Basaglia), era il 1978.
Siccome la storia offre le nostre radici identitarie, credo che questo percorso vada conosciuto.
Dei suddetti passi sono stato il fondatore e il presidente.
Fondatore assieme ad alcuni operatori del San Lazzaro che mi sensibilizzarono al tema, Maria Grazia Pini, Sergio Vecchia, Rita Zambonini, Vittorio Forino, Stefano Verzellesi. Sempre col totale appoggio dell’allora presidente dell’Istituto San Lazzaro, Livio Montanari e la presenza favorevole di Piero Benassi, direttore dell’Istituto.
Il museo di Storia della psichiatria a Reggio Emilia nasce allora non quando più di 20 anni dopo l’on. Alessandro Carri, benemerito, riprende col suo grande vigore in mano l’iniziativa appoggiato ancora da Piero Benassi. Ironia della storia l’on. Carri era tra gli amministratori che nei primi anni ’70 aveva fatto demolire il muro di cinta del Lombroso. Ma all’epoca si pensava giustamente ad abbattere le barriere che delimitavano il manicomio, l’idea del museo non era ancora nata. Certo che avere avuto le mura che circondavano il Lombroso isolandolo dallo stesso manicomio che era a sua volta circondato da un muro di separazione dalla città avrebbe fatto ancor più effetto.
Ti chiederai il perché, allora, visto che avevo la sede, il progetto, l’approvazione regionale e i finanziamenti non ho dato vita al museo?
Era il 1980 e tutto quel che ho citato era successo nei 5 anni precedenti. Giusto allora nasceva la USL, allora era quella l’organizzazione nuova dei servizi sociali e sanitari, che subentrava al Consorzio socio-sanitario, e dentro alla USL dovevo sviluppare il dipartimento maternità infanzia età evolutiva. Mi disse il presidente di allora: aspetta un attimo, un annetto, e poi riprendi. In realtà fui risucchiato dall’organizzazione sanitaria dove inoltre dopo poco iniziò la storia del Sert.
Quando Carri riprese in mano il progetto mi chiese di far parte della rinascita. Anche allora non riuscii a partecipare, dirigevo il dipartimento Salute mentale e Dipendenze Patologiche.
Allego quel che scrissi anni fa: https://www.umbertonizzoli.it/archivio-articoli/cambiamenti/museo-di-storia-della-psichiatria-al-san-lazzaro-di-reggio-emilia.
Non scrivo per pavoneggiarmi. La storia va fatta bene, non per me, ma per le radici nostre come comunità sociale e scientifica.

Umberto Nizzoli è Psicologo clinico e specialista in Psicoterapia. Già direttore Dipartimento aziendale salute mentale e dipendenze patologiche, Azienda Sanitaria di Reggio Emilia. Ha insegnato nelle università di Modena (Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile), Padova (Psicologia), Bologna, (Scienze dell’Educazione). Ha diretto i Master sui Dca Regione Emilia-Romagna e Unitelma Sapienza. E’ stato presidente europeo di
ERIT, Federazione europea operatori tossicodipendenze, e di AED, Academy for Eating Disorders, e presidente Sisdca, società italiana per lo studio dei Dca. Attualmente insegna Psicobiologia del comportamento umano alla Università Salesiana-IPU. E’ presidente Aepea-sezione Italia (società di Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza). E’ iscritto all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna, N. 0560.
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