Mi chiamo Martina e ho 22 anni.
Frequento l’ultimo anno universitario di scienze dell’educazione, e sto scrivendo una tesi sulle emozioni nei bambini dislessici.
Da cosa è partita questa idea? Spesso quando si è piccoli non si è in grado di descrivere le emozioni che si provano e abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci aiuta a identificarle. Da piccola ho avuto sempre avuto difficoltà di linguaggio, e facendo logopedie con il tempo ho migliorato nel parlare. Nei miei anni di scuola dalle elementari fino alle superiori mi sono sempre sentita dire che ero una ragazza intelligente ma molto pigra, non mi applicavo abbastanza. Ogni giorno provavo tristezza, e paura di non riuscire a raggiungere i risultati che volevo. Ho scoperto di essere dislessica alle superiori e da lì è stato tutto più difficile; ho provato rabbia per come i professori si comportavano nei miei confronti, mi sono sentita dire che non riuscivo a esprimere i giusti concetti nelle interrogazioni, prendevo voti bassi perché scrivevo male, fino ad arrivare alla maturità non ricevendo nessun aiuto uscendo con il minimo dei voti. Mi sono sempre più chiusa in me stessa, ma ho sempre avuto la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto credendo in me.
Ho deciso di iscrivermi all’università e se prima vedevo la dislessia come un ostacolo, con l’università l’ho incominciata a vedere come un punto di partenza. Ho incominciato analizzando me stessa e mettendo in atto tutte le mie potenzialità, capendo anche le mie emozioni. Al giorno d’oggi credo che la rabbia che ho provato nei confronti di chi non credeva in me, di chi mi trascurava è servita per difendere tutti i miei diritti e i miei bisogni. Finalmente credo in me stessa, e dovete farlo anche voi.
Credete in voi, portando avanti i vostri sogni, e non permettete a nessuno di farvi smettere di sognare.
