“Educatori senza frontiere. Diari di esperienze erranti”
Marzo 2020
Gli EP17, studenti del terzo anno del corso in Scienze dell’Educazione dell’Istituto Universitario Progetto Uomo, presentano il libro “Educatori senza frontiere. Diari di esperienze erranti” di A. Mazzi, C. Mazza, E. Frezza, G. Ballarini, edito da Erickson.
In un clima non facile, quello che viviamo in queste lunghe settimane, tra sconcerto e timore, questi studenti hanno deciso di non lasciar passare il tempo invano e di non far vincere la paura: hanno messo in piedi, autonomamente, una delle attività della Biblioteca IPU, la “Mezz’ora in Biblioteca”. E l’hanno fatto da casa, comunicando tra loro a chilometri di distanza: il video che segue è la prova che si può stare vicini anche se lontani.
Una Biblioteca può essere davvero un luogo di condivisione e sperimentazione, uno spazio di solidarietà in cui riconoscersi e ritrovarsi, uno spazio aperto, polivalente, un antidoto contro la manipolazione, la solitudine, le difficoltà. Una biblioteca può essere un luogo di incontro a servizio della comunità, può essere un luogo nel quale “il testo, e la cultura che rappresenta, possono sprigionare tutto il loro potenziale al di là del mero valore ricreativo della lettura; luoghi dove l’offerta educativa non si ferma alla cura del gioco, all’aiuto nei compiti, all’arricchire il tempo libero, alla valorizzazione dell’impegno sociale, ma sa integrarsi nella cura delle famiglie, nella rete e nella conoscenza del territorio e delle sue possibilità, nell’essere un indispensabile presidio della comunità, un calmieratore di ansie, un canalizzatore di energie”. (M. Anzivino, Per una biblioteca del cittadino partecipe, in Animazione Sociale, Edizioni Gruppo Abele, Torino, ottobre 2013).
Una Biblioteca può, allora, diventare il luogo in grado di “salvare i libri e gli uomini”, trasformandosi in un servizio di “prevenzione civile” in chiave culturale, in uno spazio che preserva la virtù del silenzio e del dialogo interiore e consente di coltivare il valore sociale dell’utopia.
E allora si diventa davvero “Educatori senza frontiere”, senza il bisogno di arrivare in posti lontani: basta aprire la porta di casa o anche rimanerci dentro, come in questi giorni.
Come scrive Federico Garcia Lorca, “le conquiste sociali e le rivoluzioni si fanno con i libri”.
Grazie, ragazzi.