Mezz’ora in Biblioteca: Antigone


Giovedì 30 • Ore 19,00 – 19,30 • Mezz’ora in Biblioteca

Antigone

Associazione culturale ASTARTE – Compagnia teatrale INTEGRAMENTE

Discorso tra il serio e il teatro a cura di Paolo Manganiello per un teatro sociale

“Le leggi non scritte, innate, degli dèi, vivono sempre, nessuno sa quando comparvero, nessuno sa dove.” Come le leggi che regolano il Teatro e le emozioni che lo muovono.

Un crogiolo di sensazioni e di esperienze che viene da molto lontano nel tempo.

Condensarle in una delle tragedie più popolari di Sofocle offre spunti di approfondimento e di ricerca. Una donna, o meglio una ragazza, sfida le leggi scritte dagli uomini consapevole della propria forza e delle leggi non-scritte degli dèi. Lo scontro è immediato, diretto, senza possibilità alcuna di uscire dal gorgo delle parole in contrasto. La di lei salvezza sta in un pugno di sabbia, gettata su un corpo esanime, e nelle parole non dette che spingono il suo agire. Come da “copione” riuscirà a farsi valere morendo, il coro (il popolo) testimone muto a seguirne la vicenda. Un esperimento sul campo dell’emotività di chi agisce e di chi attonito segue. Lo spettatore, nella scena, vede ciò vede l’attore, con le sue diverse prospettive; sente come sente l’attore. L’emozione così è una ed è finalmente condivisa.

Il significato di questo insieme è dato non solo dalla parola (logos), che innesca contrasti irreversibili (polemos), ma soprattutto dall’azione (drama) che accompagna – da significante – il senso stesso del fare Teatro. L’attore qui fa esperienza della propria morte. Ma lo fa in un luogo sicuro, protetto: il luogo della finzione, che non è “far finta”, ma è lo strumento attraverso il quale l’uomo fin da bambino capisce il mondo.

Il pathos che la tragedia suscita consente di sapere, e solo nel sapere “guarisce”.

De Large

 

 

Mezz’ora in Biblioteca: Antigone ultima modifica: 2020-01-30T17:16:29+00:00 da Segreteria Ipu