Il conflitto nel Medioevo: il rapporto osmotico tra poteri che si fronteggiano, scompongono e ricompongono fino a forgiare, controllare e dominare la società


Si è tenuto il 5 dicembre u.s., presso la celebre Nuvola di Fuksas, in occasione della manifestazione “Più libri più liberi. Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, di Roma,” il convegno per la presentazione del libro “Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso.”  Introducendo l’opera, edita da NeP Edizioni, gli autori, Maria Raffella Cangi, Alessandro Ceci, Massimiliano Nisati, hanno illustrato le dinamiche conflittuali ed esistenziali che caratterizzano questi secoli, nella vulgata definiti “bui” ed invece pregni di fermenti culturali e culla di quel dualismo Stato/Chiesa, autorità/potere, conflitto pubblico/conflitto privato che hanno condizionato, e continuano a condizionare, l’agire umano. Chiarendo come sia nata e si sia sviluppata quell’ ”unità dicotomica” tra potere temporale e potere spirituale, ossimoro che ben illustra la reductio ad unum di una società che vedeva nelle reciproche influenze tra poteri il proprium della osmotica dialettica tra questi, gli autori hanno mostrato come tali accordi/scontri abbiano anche condizionato e plasmato il popolo di Dio; quel popolo composto da singoli, gruppi e corporazioni immesse in una società che faceva del volere divino il suo faro e dell’affermazione di un rigido controllo sociale lo strumento. La pubblicazione, quasi esemplificativa di come la necessità di affermazione del potere possa trasfigurare i conflitti in accordi e connivenze, rimanda alla seconda parte, in uscita il prossimo anno, la precipua analisi di come tali elementi abbiano influito e dominato la vita del popolo;  in particolare, su come la conformazione alle regole imposte (ma anche sentite) sia stata essenziale per la stabilizzazione di un potere che vedeva nell’eterodossia, qualunque eterodossia, un’eversione all’ordine costituito, divenendo, l’individuazione e la caccia al nemico (intellettuale, eretico o strega che fosse), funzionale al sistema.

Rilevante, nella tavola rotonda che ne è seguita, introdotta e moderata dal co-autore Prof. Avv. Massimiliano Nisati, direttore, per i tipi della NeP, della collana “Conflitti e ADR”, di cui il volume “Il conflitto nel Medioevo: il potere, la Chiesa, il diverso”, costituisce la seconda pubblicazione, è stato il ragguardevole intervento del Prof. Nicolò A. Pisanu, Preside dell’Istituto Universitario Progetto Uomo – Affiliato alla Facoltà di Scienza dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana. Insieme agli autori, lo studioso, prendendo spunto dalla situazione medievale, ha analizzato i parallelismi e le simmetrie esistenti tra quel periodo ed i fatti contemporanei, in particolare per quanto riguarda l’affermazione di un potere che ha incessante necessità di tacitare ogni opinione contraria, tacciandola come avversa e perniciosa, e che trasforma in esigenza la ricerca di un nemico, definito non solo estraneo ma contaminante la società civile, soprattutto se viene da oltre mare a bordo di fatiscenti barconi.

Il conflitto nel Medioevo: il rapporto osmotico tra poteri che si fronteggiano, scompongono e ricompongono fino a forgiare, controllare e dominare la società ultima modifica: 2019-01-14T15:58:30+00:00 da Segreteria Ipu